B.Systems, 40 anni e non sentirli

Roberto Benassi un imprenditore che impersonifica alla perfezione l'intelligenza e la saggezza reggiana

Roberto Benassi si definisce “un contadino” e in questa caratterizzazione c’è tutto: le sue origini, la capacità di fare impresa, un modo di vivere la vita, la forza di innovarsi mantenendo fede alla tradizione, alle sue radici. Un imprenditore che impersonifica alla perfezione l’intelligenza e la saggezza reggiana. Un perfetto padre di famiglia, un manager illuminato che ha le grandi intuizioni dell’industriale pur mantenendo a livello aziendale un rapporto familiare. E sono proprio queste peculiarità che lo hanno portato a grande traguardi personali e aziendali.

La F.lli B.Systems con sede a Cadelbosco Sopra ha festeggiato i 40 anni di attività (è nata nel 1975) e oggi vanta 42 dipendenti e un fatturato di 6 milioni di euro. “Come si usa dire: mi sono fatto tutto da solo – rimarca Roberto Benassi – ed è la realtà. Ero un dipendente quando ho deciso di mettermi in proprio iniziando una nuova attività. Mi sono messo a testa bassa, con la tenacia tipica di noi reggiani. Ho iniziato nell’ambito delle pavimentazioni di tutti i tipi. Mi sono cimentato in un mondo nuovo, allora inesplorato e sono partito senza pormi un obiettivo ben preciso ma contando solo sulla mia volontà e intuito”.

Un inizio non facile.

“In quegli anni, eravamo nel settanta, non c’era molto lavoro e quindi mi ero specializzato nell’edilizia curando più settori: dalla pavimentazione, alle reti fognarie, alle aree cortilive. Per riuscire a trovare lavoro dovevi impegnarti in più settori, usare buona volontà e ingegno”.

E’ stato una scommessa vinta?

“Oggi la B.Systems conta 35 dipendenti e ha un fatturato consolidato e si pone come obiettivo di arrivare a 8 milioni di euro”.

Un’azienda che ha sbaragliato la concorrenza.

“E’ stato un effetto della crisi: ha resistito solo chi aveva strutture, competenze, passione e anche umiltà. La tecnologia ha fatto la differenza. La carta vincente e’ stata l’innovazione. Ad esempio abbiamo per primi creduto in Italia nel Sistema Penetron. E’ un brevetto americano di cui noi abbiamo l’esclusiva: rapido, resistente e vincente su tutti i fronti. Ci ha permesso di essere conosciuti anche fuori  Reggio come e in Italia”.

E’ unico socio?

“La B.Systems è un’azienda a carattere familiare. Questo è un altro grande motivo d’orgoglio dato che mia figlia Annalisa e mio figlio Marco sono al mio fianco in azienda”.

Nel scorrrere la sua brochure ci sono opere fatte in cantieri importanti, uno su tutti lo stabilimento della Ferrari.

“Il nostro biglietto da visita parla di un’azienda affidabile, seria e fatta di grandi lavoratori. Portiamo in giro per l’Italia il marchio della reggianità: gente laboriosa, onesta e competente. Abbiamo posto il nostro marchio di fabbrica in importanti cantieri come il centro Fiere di Modena, il salumificio Veroni a San Martino in Rio, il sottopasso ferroviario a Reggio, il centro commerciale Ligabue a Gualtieri, il direzionale Unieco a Reggio, il cantiere Meta System a Reggio e il Conad a Santa Croce a Reggio. Interventi che hanno avuto necessità di professionalità ma anche di varie applicazioni della nostra tecnologia”.

Ha investito molto nella tecnologia?

“E’ un nostro vanto e ci è stato riconosciuto a livello nazionale”.

Qual è oggi la sua più grande soddisfazione?

“Siamo partiti come cottimisti e nessuno ci prestava attenzione ma a distanza di anni siamo diventati protagonisti sul mercato e ci siamo strutturati come una vera e propria azienda industriale in grado di dare soddisfacenti risposte. Siamo stati chiamati a lavorare per importanti aziende nazionali e internazionali che ci hanno manifestatosoddisfazione nell’essere al loro fianco. Quando un’azienda vince un appalto e si sa che c’è la B.Systems, è un sinonimo di garanzia di successo, perché noi i problemi li risolviamo”.

Sembra uno slogan: la B.Systems risolve tutti i tuoi problemi.

“E’ la verità”.

C’è un altro motivo di orgoglio?

“Il fatto che tanti dei miei dipendenti sono con me dall’inizio. Sono orgoglioso di averli al mio fianco da sempre. Non voglio fare un torto a nessuno ma Patrizia o lo stesso Corradi fanno parte della famiglia. Lo stesso vale per i nostri quattro geometri e tanti altri che hanno intrapreso con noi questa avventura lunga 40 anni”.

La crisi dell’edilizia l’ha solo sfiorata?

“Ho sempre affrontato il mercato a muso duro confidando sulla nostra tenacia e tecnologia. Io sono di origine contadina, conosco il valore del lavoro, il sacrificio, l’umiltà ma anche il concetto di semina: solo se fai una buona semina poi ottenere un abbondante raccolto. Questo è ciò che ho fatto negli anni. Oggi posso dire che non abbiamo più concorrenza sul mercato.”

Il prossimo salto di qualità?

“Riuscire a prendere direttamente un importante appalto. Solitamente sono le grandi imprese che vincono l’appalto e poi lo “spacchettano” sapendo che possono andare sul sicuro con la B.Systems perché in questi anni ci siamo costruiti un’immagine di serietà e professionalità. Solo cosi’ puoi pensare di lavorare per aziende come la Ferrari”.

E adesso anche l’estero?

“Siamo impegnati con un cantiere a Montecarlo”.

E dopo la B.System, il Parco Matildico, perché?

“Io sono un amante della natura perché come detto mi sento un contadino. Un giorno sono passato da Montalto e non c’era niente, solo una buca d’acqua. Era la discarica del paese ma mi sono innamorato di quel luogo cosi’ mi sono detto: lo voglio trasformare in un gigantesco parco. E’ stata una battaglia dura perché ho dovuto lottare contro lacci e lacciuoli, vincoli e diffidenza, invidia e malcostume. Si può dire che non ho ricevuto nessun finanziamento”.

Ma alla fine ha vinto.

“Ha vinto la natura perché oggi il Parco Matildico è una bella realtà, apprezzata dai reggiani come da tanti amanti della natura che vengono da tutta Italia e soprattutto stranieri. Un’oasi di verde e divertimento che si estende su 400mila metri quadrati. Un parco che rispetta la natura, anzi la esalta, dove c’è una perfetta integrazione tra la fauna animale e l’ambiente. Le stesse strutture ricettive ( bungalow di legno e punti di ristoro in pietra) rispettano quello che è l’habitat naturale mantenendo la tipicità del luogo, anche come offerta gastronomica. Un Parco Matildico da vivere per le famiglie e i bambini con speciali attrazioni come il percorso botanico, i percorsi acrobatici ed aerei, il soft air, la passerella sospesa, la fattoria didattica, il museo della civiltà contadina”.

Tutto e di più?

“Penso che chi al Parco Matildico può trovare il divertimento e lo svago che vuole: dal parco giochi per i bambini, a tre chilometri di percorsi nel verde, dal ristoro al soggiorno di un web end immersi nel benessere della natura a pochi passi dalla città”.

 

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