Barba e capelli ai neroverdi ma il cuore batte per i granata

Giorgio Franchini e' il parrucchiere dei giocatori del Sassuolo ma da sempre lui tifa per la Reggiana

RUBIERA. Prendete un tifoso doc, di quelli con il colore granata che scorre nelle vene. E adesso dategli la possibilità di avere tra le mani la testa di quasi tutti i giocatori del Sassuolo. E’ quello che capita quotidianamente al rubierese Giorgio Franchini, titolare del salone di acconciature Jirò a Sassuolo. Un personaggio singolare e fuori dagli schemi, basti dire che nel 2007 con la moglie Romina ha partecipato alla trasmissione “Cambio moglie”.
Anzitutto come dobbiamo chiamarla: barbiere? Parrucchiere?
“Più semplicemente sono il re del pelo”.
L’inizio è promettente. Parliamo di calcio e della sua fede granata?
“Sempre e solo forza Reggiana. Tutto il resto non esiste”.
Entrando nel suo salone da cosa si capisce che siamo in territorio granata?
“Si capisce chiaramente dalla sciarpa e dal cappellino granata del grande Gegio Sgarbossa. E ovviamente dalla maglia granata”.
Una maglia frutto di qualche invasione di campo negli anni d’oro?
“Una maglia normale. Quelle speciali le tengo custodite a casa”.
E quando i ragazzi del Sassuolo sono entrati nel suo salone come hanno preso questa cosa?
“Patti chiari e amicizia lunga. Sul granata non si scherza e loro lo sanno. Per carità gli sfottò non mancano e spesso mi prendono per il culo ma è giusto così, però la fede non si tocca”.
Si ricorda chi fu il primo giocatore neroverde a diventare un suo cliente?
“Il grande Magnanelli e poi Pomini. Da quel momento è stata una escalation continua e adesso faccio i capelli a quasi tutta la rosa”.
Le fanno richieste particolari?
“Non fanno richieste”.
In che senso scusi?
“Nel senso che decido io”.
E loro si fidano?
“Ciecamente”.
Una banda di incoscienti?
“Ma no, sono bravi ragazzi. All’ultimo arrivato Trotta ho fatto una cresta con la riga. E’ stato un successone”.
Il più narciso chi è?
“Sicuramente quel perfettino di Terranova. Si presenta tre volte alla settimana”.
Prego?
“E’così: tre volte alla settimana”.
Per fare cosa? A farle un saluto spero.
“Macchè. Deve sempre avere tutti i peli a posto. E poi il gel, mica il gel, e uno per lo spogliatoio, e uno per le partite in casa. Un bel personaggio”
E tra di loro si copiano i look?
“Non se li copiano ma si offendono che è una meraviglia. Da tifoso granata devo ammettere che sono un gruppo fantastico”.
Nessuno l’ha mai tradita sotto l’aspetto professionale?
“Purtroppo sì. E’ successo anche questo”.
Chi è stato il Giuda della situazione?
“Magnanelli”.
Ma come? Il suo primo cliente?
“Proprio così. Avevo il salone pieno e lui è stato costretto a rivolgere ad un altro parrucchiere. E’ stato offeso e ricoperti di insulti da tutti, naturalmente con toni ironici. Però mi ha promesso che non succederà più”.
Cosa avevo preparato per la promozione in serie A?
“Avevo fatto scorta di bombolette nere e verdi. Poi è successo che il giorno della promozione lavoravo e le bombolette mi sono rimaste in negozio: sfiga”.
Nei luoghi frequentati dai giocatori non mancano mai caterve di donne: è così anche per il suo salone?
“Il mio salone per fortuna è sempre pieno, ma non per quello”.
Perché allora?
“Facile: perché sono il più bravo”.
Quindi le donne vengono da lei solo perché è bravo e non perché ci sono i giocatori?
“Allora sarò sincero. Capita spesso che le clienti mi chiedano conto della situazione sentimentale dei giocatori. E capita che qualche giocatore a volte faccia qualche commento”.
E come si vede in questo ruolo di confidente?
“Mi sento la Maria De Filippi di Sassuolo. E un po’ un casino ma io ci salto sempre fuori”.
Quindi nel suo salone si parla solo di donne o anche di calcio?
“Con Terranova ad esempio non si parla mai di calcio ma solo di donne. Lui è il vero battitore libero, il latin lover della squadra”.
Ultimamente le cose a Reggio non vanno benissimo….
“Dobbiamo assolutamente tornare in B. A Reggio c’è fame di calcio, i tifosi impazzirebbero”.
Lei per primo?
“Assolutamente. Con tutto il rispetto per il Sassuolo, ma a livello di tifoseria non c’è storia. Noi siamo di un’altra pasta, siamo gente più alla buona”.
Riesci a seguire la Reggiana?
“Meno di quanto vorrei. Non me ne vogliano i cuori granata come me, ma il lavoro me lo impedisce. Ma sono sempre aggiornato su tutto”.
In passato però non si è fatto mancare niente: dal bagno nella fontana del teatro Valli, alla “processione” in centro sul carro dei giocatori, alla salvezza di San Siro: ha raccontato anche questo ai giocatori del Sassuolo?
“Certo, sanno tutto. E ogni tanto mi predono anche per il culo dicendomi: “Alora che as va so?”.
Allora chiudiamo dicendo?
“Sempre e solo forza Reggiana. Sempre dalla parte giusta del Tresinaro”.
Del Tresinaro? Non era il Secchia?
“Per me che sono di Rubiera il fiume di riferimento è il Tresinaro. Però è vero: dalla parte giusta del Secchia”.
Cristiana Filippini

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