“Bello vincere, ma gratifica di più la crescita di staff e ragazzi”

“Bello vincere, ma gratifica di più la crescita di staff e ragazzi”

Sergio Mezzina, Responsabile del Settore Giovanile della Reggiana, sul momento d'oro dell'academy granata: “Siamo solo all'inizio. La strada è ancora lunga. Il mio plauso incondizionato va ai collaboratori"

«Il momento d’oro del Settore Giovanile? I risultati sono molto positivi, ma non mi limito a quelli. L’orizzonte deve essere molto più ampio».

Chi parla è Sergio Mezzina, il Responsabile della cantera granata che ha iniziato i vari campionati giovanili lancia in resta. Arando i campi di mezza Italia, vincendo partite e posizionandosi ai piani alti di tutte le categorie giovanili cui partecipa.

Eppure… 

«Eppure io guardo alla crescita dei ragazzi. Allo sviluppo tecnico dei giocatori e l’idea che sì, vincere le partite è importante, perché ci dà un’iniezione di fiducia importante, aumenta l’autostima ed è una verifica della bontà del lavoro fatto, ma è percorso più ampio quello nostro, con obiettivi chiari. Sono indubbiamente soddisfatto, anche se le cose che mi rendono felice, professionalmente, sono soprattutto altre».

Quali, signor Mezzina?

«Beh, la crescita tecnica e comportamentale dei miei giocatori. Il valore inestimabile dei collaboratori che ogni giorno vengono in Via Agosti e mandano avanti questo Settore Giovanile. Penso innanzitutto a Giacomo Ferretti e Paolo Martini, i coordinatori delle squadre Berretti e Allievi il primo, dei Giovanissimi fino a scendere alle fasce d’età più basse il secondo. Giacomo e Paolo controllano che la qualità del lavoro tecnico degli allenatori sia all’altezza delle nostre aspettative ed entrambi stanno dando moltissimo alla causa. Come molto stanno dando tutti i nostri allenatori di ogni rappresentativa della Reggiana. Inoltre certi risultati non si sarebbero potuti ottenere senza un’organizzazione perfetta dietro, quindi il plauso va alla segreteria: a Davide Caprari e Alberto Biagini oltre al team manager e coordinatore multimediale Davide Cocchi. Infine, non posso dimenticarmi di Nicola Simonelli, e tutta l’attività di raccordo e relazione che compie tra il nostro Settore Giovanile e le istituzioni scolastiche. C’è una “squadra invisibile” che fa funzionare l’ingranaggio e senza queste persone, certe cose non succederebbero».

Esiste, quindi, un miglioramento costante frutto del lavoro sul campo e non solo, giusto?

«E’ così. Vuoi un particolare? Il più delle partite viene ripreso con telecamere e successivamente “spezzettate” ed analizzate con gli allenatori. L’idea è quella di perseguire una crescita costante dal punto di vista tecnico e della capacità di stare in campo. Non lasciamo nulla al caso e qualsiasi strumento che possa aiutarci, lo utilizziamo».

La domanda è semplice: se lo aspettava un inizio così scoppiettante da parte delle squadre granata?

«Vuoi la verità?»

Certo

«In cuor mio sì. Perché questo non è un lavoro casuale nato nel breve. E’ da un po’ che lavoriamo al Settore Giovanile, cercando di costruire una macchina qualitativamente importante. Ancor prima dell’inizio ufficiale dell’attività agonistica e fin dai primi momenti in cui sono arrivato qui ho avuto sensazioni positive. Però, come sempre dico: testa bassa e pedalare. Non perdiamo di vista l’obiettivo, continuiamo a lavorare con ancora più entusiasmo e dedizione. Queste, in fondo, sono solo delle tappe intermedie di un percorso più ampio».

Che ci dovrà portare dove?

«Beh nei campionati giovanili di vertice – penso a Berretti e Allievi – l’obiettivo è quello di arrivare alle Finali Nazionali. Ma il goal ultimo è quello di produrre bravi giocatori che possano servire anche alla Prima Squadra. Questa è l’essenza e la ragione di esistere di un Settore Giovanile come il nostro».

Marco Bertolini
ADMINISTRATOR
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