Carlini, un centrocampista per tutte le stagioni

Carlini, un centrocampista per tutte le stagioni

"So adattarmi a ogni ruolo"

Corsa, grinta e intensità: ormai la Reggiana non può più fare a meno di Massimiliano Carlini. Ecco le parole del “tuttofare” della squadra granata ai nostri microfoni.

 

Parliamo della posizione che puoi occupare in campo: esterno, mezzala, seconda punta, trequartista…hai giocato praticamente in tutti i ruoli. Qual è però quello in cui ti trovi più a tuo agio o che in qualche modo sia più adatto alle tue caratteristiche?

 

Proprio per la mia duttilità tattica penso di poter essere visto come un giocatore moderno che sa mettersi a completa disposizione della squadra per poter essere utili in qualsiasi ruolo. Nasco attaccante ma credo di poter interpretare bene anche il ruolo di centrocampista. Ripeto: metto a disposizione del gruppo e dell’allenatore la mia totale disponibilità a ricoprire qualsiasi ruolo per il bene della Reggiana.

 

In campo sei un giocatore che dà sempre il 100% dall’inizio alla fine…secondo te il tipo di preparazione atletica di una squadra può essere influenzata dal credo calcistico di un allenatore?

 

Più che il credo calcistico di un allenatore, a condizionare il rendimento atletico è l’aspetto psicologico. Sono le condizioni mentali di quel momento che determinano anche il rendimento atletico di un giocatore.

 

Come si vive dal punto di vista di un calciatore un cambio in panchina a stagione in corso? E’ possibile riadattarsi in breve tempo a nuovi metodi di lavoro, approccio al gioco e scelte dei titolari…o è il nuovo arrivato che deve fare i conti con ciò che ha a disposizione?

 

L’avvento di un nuovo allenatore porta sempre maggiori motivazioni. Tutti si sentono messi in discussione, un cambio della panchina presuppone che il momento non sia favorevole ed è evidente che le maggiori responsabilità siano di chi scende in campo. Poi di certo  un progetto tattico può essere corretto e migliorato con gradualità, ma questo è una responsabilità che compete all’allenatore.

 

Molti dicono che i calciatori siano solo dei viziati che corrono dietro ad un pallone…ovviamente sappiamo bene che non è così. Quali sono le difficoltà di diventare calciatore professionista e quali consigli daresti ad un giovane che ha questo sogno?

 

Per poter essere un giocatore professionista devi fare tanti sacrifici da un punto di vista della dedizione e applicazione. Non dico che sacrifichi la tua gioventù, ma devi per forza di cose darti diverse regole di vita. Spesso sei costretto a lasciare la famiglia in giovane età, a fare una scelta radicale e non è sempre possibile conciliare lo studio al calcio. Tutto questo per inseguire un sogno che non sempre però si realizza.

Domenico Silvestro

 

 

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