Gaël Genevier: «Dobbiamo ripartire dalla gara con l’Alessandria»

Gaël Genevier: «Dobbiamo ripartire dalla gara con l’Alessandria»

Il capitano della Reggiana fa il punto dei suoi primi mesi in maglia granata: «Sono orgoglioso di aver ricevuto questa responsabilità da Menichini. Sono qui per vincere».

Parla a cuore aperto Gaël Genevier, con la sincerità e la determinazione che caratterizzano ogni grande capitano. A La Gazzetta Granata, si dice soddisfatto di questi primi sei mesi in granata e pronto a lottare anche l’anno prossimo per qualcosa di importante.

Gaël, lei è arrivato a Reggio Emilia a Gennaio. Qual è il suo personale bilancio di questi primi sei mesi?

«Dal punto di vista personale sono stati sei mesi molto positivi: ho sempre cercato di dare il mio contributo per quello che mi hanno chiesto gli allenatori, anche se mister Colucci l’ho avuto per poco tempo. Menichini mi ha dato subito grande responsabilità e mi ha affidato la fascia di capitano, che è per me motivo di grande orgoglio. Ho cercato di trasmettere le mie qualità alla squadra, attraverso il gioco, la personalità e la mia esperienza. Mi è mancato il gol, ma cercherò di rimediare, anche perché mio figlio me lo chiede (ride, ndr)».

In generale, come valuta la stagione della squadra?

«Dal punto di vista collettivo abbiamo avuto alti e bassi da Gennaio in poi, ma abbiamo fatto un finale esaltante soprattutto nei playoff. Abbiamo raggiunto la semifinale contro l’Alessandria: forse potevamo fare qualcosa in più, perché ne avevamo le possibilità, ma come ho detto anche a fine partita quella era una squadra forte, che nel suo girone era stata prima in classifica quasi fino alla fine. Arrivati a quel punto speravamo di arrivare fino in fondo, anche perché eravamo brillanti sia dal punto di vista fisico che mentale. Chiaro che poi si possono migliorare un sacco di cose, nella mentalità e nel gioco: siamo partiti molto bene con Menichini, poi però abbiamo avuto un calo molto importante che una squadra che punta a vincere non può permettersi. La base per ripartire è la partita con l’Alessandria, in cui secondo me abbiamo giocato molto bene pur concedendo qualcosa in ripartenza a una squadra costruita per vincere. Nonostante questo, penso in ogni caso che sia stata una stagione positiva».

Come si è trovato all’interno del gruppo? Ricevere quasi subito la fascia di capitano dev’essere stato un bel segnale in questo senso.

«Assolutamente sì. Ho avuto la fortuna di conoscere già alcuni giocatori, con molti altri ci avevo giocato contro tante volte, e il fatto che mister Menichini abbia deciso di affidarmi questo ruolo è stato sicuramente un segnale positivo, che mi ha aiutato ad inserirmi ancora più in fretta nello spogliatoio. Ho trovato da subito un ambiente disponibile ad accogliermi, un gruppo composto da bravi ragazzi e un ottimo staff tecnico. È stato tutto molto positivo».

Cosa l’ha spinta ad accettare la Reggiana a Gennaio?

«La motivazione principale era quella di cercare di vincere: giocare per vincere è difficile, ma ti dà realmente tanto. Il calore della piazza, della tifoseria e dello stadio sono cose veramente importanti e che ci danno tantissimo, ma l’obiettivo di ogni giocatore è giocare per vincere. Sono molti anni ormai che la Reggiana è in Lega Pro, e ciò che ha condizionato la mia scelta è la voglia che c’è qui di lottare per vincere e approdare in categorie superiori».

Il gioco e lo spirito mostrati nel finale di stagione, che lei stesso ha sottolineato, rappresentano la base per ripartire anche la prossima stagione?

«Certamente. Dobbiamo ripartire da dove abbiamo finito la scorsa stagione, anche perché avevamo ritrovato l’entusiasmo dei nostri tifosi, che hanno sempre dimostrato grande attaccamento alla squadra e ai propri colori, soprattutto durante i playoff. Meritano un grande ringraziamento per il loro supporto. Ricorderò per sempre il calore e l’affetto mostrato dalla curva dopo la sconfitta con l’Alessandria: un momento bellissimo. Dobbiamo ripartire da quelle prestazioni, da quella mentalità e da questo rapporto coi tifosi: insieme a loro possiamo fare cose importanti. Dovremo cercare di fare qualcosa di più perché l’obiettivo di una piazza come questa è di raggiungere risultati molto importanti».

Il nuovo direttore sportivo, Doriano Tosi, ha dichiarato: «Ripartiremo da Menichini». Cosa ne pensa?

«È una valutazione giusta. Mister Menichini ci conosce benissimo, ha fatto bene e si è meritato e guadagnato un’altra possibilità per cercare di vincere. È stata una decisione molto intelligente da parte della Società».

Lei e la sua famiglia che rapporto avete con i tifosi e in generale con questa città?

«Devo ammettere che non esco spesso, ma quelle poche volte che lo faccio, per mangiare fuori o per una semplice passeggiata, il rapporto coi tifosi è sempre molto piacevole e positivo. A Reggio Emilia si sta bene e si mangia bene: poi è chiaro che quando le cose vanno bene in campo, anche al di fuori si viva meglio. Mi trovo molto bene qui e spero che l’anno prossimo vada ancora meglio».

Dopo tanti anni in Italia cosa ha trovato di particolare a Reggio Emilia?

«Ho giocato per molte squadre in Italia e devo dire che mi sono trovato quasi sempre bene in ogni città in cui sono stato. Ho avuto ancora poco tempo per scoprire Reggio Emilia, però è sicuramente una città piacevole anche per i bambini: ho un figlio piccolo che si sta trovando molto bene qui, ci sono sempre cose da fare per i più piccoli e ci troviamo tutti veramente bene. Rispetto ad altre città, forse manca solo il mare (ride, ndr), ma ci sono moltissimi altri aspetti positivi».

A tal proposito: suo figlio l’accompagna spesso anche in campo.

«Sì, a mio figlio il calcio piace tantissimo, e per me è stato anche motivo di orgoglio portarlo qui a Regio Emilia. Rispetto ad altre realtà in cui ho giocato, questa è una piazza importante, in cui il calcio è vissuto in un’altra maniera, più calorosa: c’è sempre tanta gente allo stadio e quindi per lui sono sempre momenti molto belli, e come ho detto sono molto orgoglioso di farglieli vivere. Anche per questo la Reggiana e Reggio Emilia rappresentano un passaggio molto importante e positivo per la mia carriera e per la crescita del mio bambino: ci sono veramente poche squadre come questa».

L’anno prossimo sarà ancora il capitano della Reggiana?

«Credo e penso proprio di sì. La mia intenzione è rimanere, sarebbe un orgoglio essere il capitano di questa squadra anche la prossima stagione: quella fascia è un simbolo che deve trasmettere determinate sensazioni. Sono venuto qui per vincere: non ho vinto la scorsa stagione, quindi spero di farlo in quella che verrà».

intervista a cura di Matteo Martinelli

Marco Bertolini
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