Giancarlo Berto: «Per me è un onore essere alla Reggiana»

Giancarlo Berto: «Per me è un onore essere alla Reggiana»

La Gazzetta Granata continua il suo viaggio all’interno del settore giovanile della Reggiana, intervistando l’accompagnatore della Reggiana 2007 Giancarlo Berto: «Il calcio è la mia vita, e lavorare con i ragazzi mi dà una soddisfazione enorme».

 

In una breve intervista rilasciata al nostro blog, Giancarlo Berto si racconta e ci parla del suo lavoro all’interno del settore giovanile granata.

Cominciamo con una breve presentazione: chi è Giancarlo Berto?

«Ho sempre lavorato nel mondo del calcio. Gioco a calcio da quando avevo 10 anni: ho iniziato nella Scandianese, per passare prima dal settore giovanile della Reggiana e poi per diverse società dilettantistiche del territorio. Appese le scarpette al chiodo, sono rimasto all’interno di questo mondo come allenatore: ho fatto l’allenatore delle giovanili di diverse squadre, e quest’anno sono fiero di essere l’allenatore dell’annata 2009 del Chiozza».

Che ruolo andrà a occupare da questa stagione all’interno di A.C. Reggiana?

«Per me è il secondo anno qui, e quest’anno seguirò l’annata dei 2007, occupandomi inoltre dell’organizzazione dell’ingresso in campo dei bambini allo stadio il giorno della partita».

Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta della Reggiana?

«Sicuramente la professionalità della società. Io qui mi sento importante, mi trovo bene: qui c’è gente importante e che lavora bene. In più alla Reggiana ho un passato come giocatore nelle giovanili e ne sono tifoso da sempre, un aspetto sicuramente decisivo nella mia scelta».

Cosa la appassiona maggiormente di questo ruolo?

«Senza dubbio lavorare per questa società mi fa sentire importante, è un onore e una cosa di cui vado fiero. Il mondo del calcio è il mio mondo, io vivo per quello. Stare insieme ai ragazzi, poi, ti fa sentire giovane: io ho 48 anni, ma quando sono in mezzo a loro non me li sento affatto. Con loro c’è sempre da fare, è sempre un divertimento e questo ti fa arrivare a casa soddisfatto».

Quali pensa debbano essere le caratteristiche principali per svolgere al meglio il suo incarico?

«Ci vuole senza dubbio pazienza, voglia di educarli nel modo giusto. Bisogna mettersi al loro pari, senza atteggiarsi da superiori. Ed è fondamentale insegnare loro i giusti valori dello sport e del calcio. Gli insegnamenti principali che dobbiamo lasciare loro sono l’educazione e il saper stare insieme agli altri nel modo giusto».

C’è un messaggio finale che vuole lasciare?

«Vorrei far capire ai ragazzi che è importante svolgere i loro impegni con serietà e professionalità. Devono impegnarsi al massimo anche per la società stessa: solo così potranno avere una possibilità di raggiungere alti livelli, che sia con questa o con altre società».

 

intervista a cura di Matteo Martinelli

Marco Bertolini
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