Loris Bisogno fa un appello ai tifosi: “Fidatevi di Compagni”

Loris Bisogno fa un appello ai tifosi: “Fidatevi di Compagni”

La Nuova Dueffe un'azienda che getta uno sguardo al futuro

Una grande passione per lo sport e per il calcio, l’intuizione che il mondo globalizzato aveva bisogno di organizzare la produzione in relazione alle esigenze aziendali. E’ questo il tratto somatico di Loris Bisogno patron della Nuova Dueffe. “Un’azienda – spiega – che nasce 45 anni fa come componentistica elettrica anche se ha sempre avuto una peculiarità nell’automazione industriale . Poi è arrivata la svolta o per meglio dire una specializzazione che guarda al futuro, al mondo dell’impresa con un occhio particolare”.

Una laurea in ingegneria presso università di Bologna , diversi master di specializzazioni in Spagna e Italia e nello stesso tempo l’addio al calcio giocato per colpa di un ginocchio che ha fatto crac. “Mi sono inserito in azienda, forte di un progetto che avevo in testa che tendeva a creare impianti di automatizzazione. Una scelta vincente frutto di un lavoro di squadra”. 

Ma c’è di più, come spiega lo stesso Loris Bisogno: “Noi confezioniamo il vestito su misura per il nostro cliente. Non vendiamo un prodotto a catalogo ma siamo aperti e pronti a recepire ed esaudire le richieste del cliente. L’imprenditore che vuole ottimizzare il suo lavoro aziendale trova in noi la risposta giusta per ogni esigenza. In pratica offriamo un progetto su misura del cliente. Questo ci ha permesso di essere competitivi a livello internazionale . Questo modo di proporci ha consentito la fidelizzazione dei nostri clienti. Posso dire con orgoglio che su dieci preventivi, otto riusciamo a chiuderli esaudendo le richieste del cliente”. 

Il segreto, quindi, è molto semplice. “Prendere per mano il cliente, accompagnarlo nel suo percorso attraverso uno staff preparato”. Le risorse umane è un altro capitolo decisivo e vincente per la Nuova Dueffe. “Puntiamo molto sulle risorse umane, sulla loro specializzazione. Il nostro staff di tecnici gira tutto il mondo ma soprattutto ha una grande dinamicità e disponibilità. In ventiquattro ore siamo in grado di rispondere alle richieste di un cliente in tutte le parti del mondo. E’ questo rapporto che ci fortifica e ci consente di essere competitivi anche con realtà economiche come la Cina che è una potenza al mondo ma anche noi italiani abbiamo grandi potenzialità. Il nostro problema è la burocrazia che ingessa le nostre aziende, anche per questo il mio sguardo è soprattutto rivolto all’estero”.

Loris Bisogno, come detto, è un grande appassionato di sport e di calcio in modo particolare. “Ho giocato a calcio fin da piccolo – rimarca – per arrivare in Promozione nel Fiorano e nel Maranello poi un brutto infortunio e gli impegni aziendali mi hanno indotto a lasciare per intraprendere altre strade. Ovviamente non ho nessun rimpianto, anche se mi rimane la grande passione per il calcio ma più in generale per tutto lo sport bello, spettacolare e pulito”. 

Una grande passione per l’offshore generato dalla famiglia “un team a livello mondiale” ma soprattutto tanti amici nel mondo del calcio a iniziare da Roberto Bosco. “Roberto l’ho conosco da tempo, ne ho apprezzato la sua professionalità oltre che la sua generosità. Un’amicizia consolidata da sette, otto anni, dai tempi della Rubierese dove ho cercato, come sponsor,  di fare la mia parte. Io sono tifosissimo della Juve, anzi tutti nella mia famiglia sono bianconeri doc e quindi quando Roberto è entrato nello staff di Allegri ho seguito con attenzione il suo percorso professionale apprezzando ancora di più la sua serietà. Nei miei confronti è sempre stato molto gentile e disponibile per cui la posso definire un’amicizia vera”.

La Nuova Dueffe è entrata a far parte dello pool granata con una precisa motivazione: “Mi è piaciuto il progetto e la passione che ha messo  Stefano Compagni nella Reggiana. Se faccio il raffronto col Modena, dove c’è una presidenza non gradita, è evidente la mia vicinanza alla Reggiana e a Compagni. Il suo entusiasmo è coinvolgente e mi auguro che il suo progetto possa andare avanti”. 

Un percorso condiviso da Loris Bisogno. “Sarei bugiardo se dicessi che sono un tifoso della Reggiana, però mi piace pensare di avere dato il mio apporto per portare avanti un progetto serio, passionale e che avrà un futuro. Sono convinto che non è importante se la Reggiana non ha vinto il campionato,  ma ciò che conta è avere messo solide radici per poter guardare al futuro con ottimismo, caso mai per costruire una squadra sempre più forte. La Reggiana non deve essere una meteora altrimenti si torna a ritroso nel tempo e tutti i reggiani sanno quali sono state le conseguenze. Capisco anche l’amarezza per lo stadio ceduto a Mapei, ma con la forza della società e di Compagni, la Reggiana saprà rialzarsi e correre veloce. Mi dispiace solo non essere presente allo stadio per i miei impegni professionali e familiari. Stefano Compagni è un grande tifoso, forse troppo perché dovrebbe iniziare a guardare alla Reggiana come ad un’azienda. Occorre una mentalità imprenditoriale anche per gestire una società di calcio. Mi pare che la Juve ne abbia dato ampia dimostrazione. Non posso certo dare un consiglio a Stefano ma deve pensare che l’entusiasmo e la passione possono essere una spinta per i primi anni poi si trasformano in un boomerang. Deve invece ragionare da industriale e governare con uno staff di professionisti la società. Ai tifosi, invece, dico di portare pazienza, arriverà anche il loro momento ma ciò che conta è avere una società solida che possa garantire il futuro e soprattutto stare tranquilli perché con Stefano Compagni sono governati da un presidente che ha il cuore granata”

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