Mauro Falduto: «La mission è generare emozione nei tifosi»

Mauro Falduto: «La mission è generare emozione nei tifosi»

È un collaboratore nella gestione delle pagine ufficiali dei social network della Reggiana: «Le interazioni sui nostri canali ufficiali sono in costante crescita merito anche della famiglia Piazza: sta dimostrando di credere al progetto».

I social network sono oggigiorno strumenti fondamentali nella comunicazione di una società di calcio. Mauro Falduto ci illustra la sua collaborazione con la Reggiana e il suo modello di gestione dei profili ufficiali del club

Chi è Mauro Falduto?

«Sono laureato in comunicazione e marketing e lavoro come impiegato di segreteria in un poliambulatorio fisioterapico, gioco in una squadra di calcio 5 nel reggiano. Sono un tipo molto sportivo».

Che ruolo ricopre all’interno della società?

«La mia collaborazione con Reggiana è iniziata cinque anni fa, nel 2012. Sono un collaboratore esterno, in particolare curo i social network del club, soprattutto Instagram, Twitter e i live delle partite. Lo faccio esclusivamente per passione: prima di tutto sono un tifoso e poter aiutare la società per cui tifi ti rende sempre orgoglioso».

Qual è la mission principale nella gestione dei social di una squadra di calcio?

«Cerco sempre di avvicinare il tifoso alla squadra, di creare un legame sempre maggiore in modo che i nostri supporters si sentano sempre a contatto con il club e parte di esso».

Segui una particolare filosofia nella pubblicazione di contenuti?

«Nessuna filosofia particolare. Cerco di venire incontro a quelle che ritengo essere i gusti dei nostri followers. In questo senso do molta importanza alle immagini e alle foto, che spesso e volentieri emozionano più di una frase, e agli hashtag, che permettono ai tifosi di trovare le parole chiave in ogni post. Cerco di essere sempre il più conciso possibile, perché credo che ci sia bisogno di sinteticità nella lettura di un post. Ovviamente, le foto con la squadra in azione, o il singolo giocatore, insieme ai tifosi, magari allo stadio durante la partita, sono quelle nelle quali si registrano maggiori interazioni e sono quelle con più “Mi piace”, perché sono le più emozionali. Ecco, se vogliamo è questa la mia filosofia: cercare di generare un’emozione positiva nel tifoso attraverso le  immagini e le parole».

Quali sono le difficoltà maggiori in questo ambito?

«Ci vuole molta attenzione nel capire cosa pubblicare e cosa è meglio non postare: in questo senso il confronto con l’addetto stampa Marco Bertolini e con il responsabile della comunicazione Wainer Magnani è continuo, prima di pubblicare qualcosa studiamo la situazione, il contenuto, se l’immagine è appropriata al momento e al messaggio che vogliamo trasmettere. Ci vuole molta attenzione, ogni contenuto potrebbe essere frainteso e diventare un boomerang per l’immagine della Società, quindi va calibrato al meglio. Anche studiare il giusto testo, il messaggio più adeguato per ogni post: è fondamentale ai fini comunicativi. Bisogna poi essere presenti con i tifosi, rispondere laddove possibile e utile ai loro commenti, evitando però di raccogliere provocazioni e mantenendo sempre la massima trasparenza ed educazione. Dare un feedback ai tifosi è sempre molto apprezzato dai tifosi stessi».

Secondo lei un post “perfetto” quali elementi dovrebbe contenere?

«Senza dubbio deve mixare la parte emozionale con la parte istituzionale. È molto importante usare un linguaggio appropriato, semplice ma adeguato al contesto di riferimento: si tratta di gestire anche l’immagine ufficiale del club, quindi bisogna astenersi dai commenti tecnici o personali tipici del tifoso. Anche gli hashtag sono importanti, perché consentono ai tifosi di fissare le parole chiave e indicizzare i contenuti. Poi ovviamente è molto importante l’immagine del post: è la prima cosa che salta all’occhio degli utenti, e deve generare emozione in chi la vede. Infine, penso debba essere anche breve e conciso: post con testi troppo lunghi perdono di efficacia».

Qual è la parte che più ti appassiona di questo lavoro?

«Mi piace essere presente sui social, poter ideare e inserire contenuti online. Poterlo fare sui profili ufficiali della squadra per cui tifo è ovviamente una motivazione incredibile. Quando poi vedo che ciò che posto ottiene un buon feedback, in termini di like, commenti e aumento di followers, oltre che fare bene all’immagine della Reggiana è anche una soddisfazione personale, molto gratificante, perché vuol dire che ho creato un contenuto che piace alla gente».

In questo senso, secondo te come può una società come la Reggiana aumentare il proprio seguito sui social network?

«Sicuramente i risultati della squadra sono il traino principale. Ci sono però anche altri fattori che entrano in ballo. Bisogna creare post di qualità, la foto deve essere più recente possibile, i contenuti devono essere freschi. Poi certamente la società deve essere sempre attiva, prestare attenzione e curare le proprie pagine e i propri profili quotidianamente. Poi, come ho detto, dare anche un feedback ai commenti dei tifosi, rispondere a chi chiede informazioni in maniera educata e responsabile. Infine, anche i giocatori hanno un ruolo importante: se interagiscono con i profili ufficiali del club, con un like o un commento ai post, la pagina stessa della società ne trae giovamento. Ai tifosi piace vedere anche come può essere la vita privata di un giocatore, le sue passioni extra-calcio, quindi più un giocatore è “social” nel modo giusto più di riflesso si ottiene un’influenza positiva anche sui profili del club».

Alla Reggiana trova questi elementi?

«Senz’altro. Mi piace che la società sia molto attiva sui social: gli stessi Mike e Alicia Piazza sono soliti pubblicare contenuti e interagire anche con i profili ufficiali della Reggiana e i loro tifosi. Questo anche a me personalmente fa molto piacere e mi gratifica. E soprattutto dimostra la passione che la proprietà sta mettendo nel progetto».

 

intervista a cura di Matteo Martinelli

Marco Bertolini
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