Riccardo De Biasi, il geometra della difesa

Riccardo De Biasi, il geometra della difesa

Riccardo De Biasi è stato sottoposto al terzo grado da parte degli studenti del Nelson Mandela di Castelnovo Monti.

Come ha iniziato a giocare a calcio?
“Ho dato i primi calci a sei anni nel mio paese”.
Come giudica la sua carriera?
“Diciamo che deve ancora iniziare, dato che da due anni sono fermo per infortunio”.
Una vera sfortuna?
“Mi sono infortunato il primo giorno di ritiro a Castelnovo Monti ma se non altro è una esperienza che mi ha formato nel carattere”.
E’ fidanzato?
“Assolutamente si’ anzi la mia ragazzi ci tiene che lo sottolineo”.
Calcio e studio come ha fatto a conciliarli?
“E’ stata dura. Mi sono diplomato geometra e ho cercato di far combaciare le esigenze calcistiche con quelle scolastiche. Studiavo di notte ma il sabato ero costretto a saltare la lezione perché avevo allenamento al mattino. Nonostante le tante assenze sono riuscito ad avere una buona media”.
E dopo?
“Mi sono iscritto all’università, a giurisprudenza ma sono stato costretto a interrompere gli studi”.
E’ complicato essere professionisti e studenti?
“Occorre molta dedizione e sacrifici ma ne vale la pena avere quel famoso pezzo di carta”.
Qual è la squadra del cuore?
“Sono interista”.
E’ un difensore ma non ha mai pensato di cambiare ruolo?
“Onestamente no”.
Segue altri sport?
“Un pò tutto soprattutto il basket dato che sono un tifoso della Grissin Bon”.
Cosa fa nel tempo libero?
“Leggo, guardo la tv e ascolto musica come tutti i ragazzi della mia età”.
E gli amici?
“Sono lontano da casa ma appena posso torno a casa ed esco con loro. Riesco a mantenere vivo questo rapporto”.
Ha fratelli?
“Ho un fratello che gioca anche lui a calcio”.
Qual è il suo sogno?
“Sognavo di diventare un calciatore professionista e ad onor del vero lo sogno ancora dato che ho 22 anni e devo ancora dimostrare di essere un vero professionista”.
Rifarebbe tutto?
“Penso proprio di si’. Il calcio è la mia vita e voglio provare a intraprendere questa carriera. E’ una grande passione e un sogno che voglio continuare a cullare”.
Nonostante tutto?
“Certo, nonostante i sacrifici e le due operazioni al ginocchio”.
Quanto è importante l’alimentazione?
“E’ fondamentale per tenersi in forma. Mi piacciono le “schifezze” ma non me le posso permettere se voglio essere in condizione di scendere in campo, quindi sono obbligato a una alimentazione sana”.
Qual è la sua dieta?
“Pasta in bianco, prosciutto crudo, petto di pollo o bresaola. Alla sera posso variare ma senza eccessi. I dolci? La crostata”.
Ha un piatto preferito?
“Mi piace tutto”.
Da studente aveva una materia preferita?
“La topografia, le costruzioni e tutte le materie specifiche”.
Cosa non sopportava?
“Odiavo la matematica, mentre amavo le lingue spagnolo, inglese e francese”.
Cosa ha pensato dopo un infortunio?
Che dopo ogni caduta occorre avere la forza per rialzarsi”.
Cosa consiglia a chi vuole fare sport?
“Di non mollare mai, di giocare per divertimento e con gli amici”.
Cosa le ha dato il calcio?
“Mi ha fatto conoscere delle persone fantastiche”.
La lontananza non le pesa?
“Nonostante sono via da casa da 4 anni è una grande esperienza”.
E la famiglia?
“Mi è sempre stata vicina”.
Qual è il suo calciatore preferito?
“Javier Zanetti”.
Ha qualche consiglio da dare ai giovani?
“Non in specifico se non di impegnarsi e soprattutto cercare di andare avanti per la vostra strada inseguendo un sogno”.
Come giudica questa annata?
“Poteva andare meglio, non abbiamo esaudito il desiderio dei nostri tifosi. Ora c’è un quinto posto da difendere cercando di onorare la maglia che indossiamo”.

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