Roberto Tarrachini: «Non potevo dire di no alla Reggiana»

Roberto Tarrachini: «Non potevo dire di no alla Reggiana»

Proseguono le interviste de La Gazzetta Granata, questa volta al nuovo responsabile di magazzino della Reggiana Roberto Tarrachini: «Sono un gran lavoratore, il potenziale della Reggiana è altissimo».

Roberto Tarrachini si confida al nostro blog, mostrando passione e tanta voglia di lavorare per il bene della Reggiana.

 

Cominciamo con una breve presentazione: chi è Roberto Tarrachini? 

«Ho sempre lavorato nel mondo del calcio. Negli ultimi 7-8 anni ho lavorato per molte, per non dire tutte, le società dilettantistiche della zona: Scandianese, Bibbiano, San Polo e tante altre. L’ultimo anno ho lavorato per il settore giovanile delle Terre Matildiche, prima di ricevere la chiamata della Reggiana. In queste società ho ricoperto vari ruoli: in alcuni casi, penso ad esempio alla Scandianese, si trattava di ricostruire quasi da zero; in altri casi, ad esempio a San Polo, si affrontava per il primo anno una categoria importante, in quel caso l’Eccellenza, e sono stato chiamato per portare la mia esperienza, visto che la società non aveva ben chiaro a cosa andava incontro. Sono sempre stato una figura di raccordo tra prima squadra, spogliatoio e società, un filtro che doveva fare in modo di risolvere i problemi più semplici, quelli che si poteva evitare di fare arrivare alla società».

Che ruolo andrà a occupare da questa stagione all’interno di A.C. Reggiana?

«Ho iniziato da circa un mese, e sarò responsabile del magazzino: il mio compito sarà quello di dare ordine al lavoro che sarà svolto dai magazzinieri e da chi lavora in lavanderia, dando una logica e un ordine a tutte le varie mansioni».

Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta della Reggiana?

«Alla Reggiana si fa fatica a dire di no, però devo essere sincero: il mio primo impulso era stato quello di rifiutare. Ero già in parola con le Terre Matildiche e quindi per onestà e per rispetto nei loro confronti non me la sentivo di accettare prendendo due impegni per la stessa annata. Quando però la Reggiana mi ha chiesto per la seconda volta di venire, dimostrando che ci tenevano davvero, non ho più potuto resistere. Ovviamente sto cercando di mantenere entrambi gli impegni, andando la sera alle Terre Matildiche, in attesa che trovino un mio sostituto, per non disattendere la arola data».

Cosa la appassiona maggiormente di questo ruolo e come mai ha accettato anche un ruolo diverso dai precedenti?

«Lo dico sinceramente: in una società come Reggiana, il ruolo che ricopro mi interessa relativamente, per me è già importante essere qui e dare una mano. Io cerco sempre di dare il massimo in ogni caso, indipendentemente dai compiti che mi vengono affidati. Nella mia carriera ho ricoperto un po’ tutti i ruoli societari, e in ognuno di essi cerco di mettere qualcosa di mio e di lasciare il segno. La cosa che mi rende più felice è sentirmi dire, una volta che sono andato via, che è ancora tutto come l’ho lasciato, perché vuol dire che allora ho lavorato bene».

Quali pensa debbano essere le caratteristiche principali per svolgere al meglio il suo incarico?

«In questo momento ci vuole sicuramente voglia di fare e tanto impegno. Dal primo impatto che ho avuto, ho come l’impressione che le cose, a livello di magazzino, avessero bisogno di un cambiamento. Chi mi ha preceduto ha sicuramente lavorato bene, ma era necessario imprimere una svolta. Mi spiego: c’è stato sicuramente un’evoluzione e uno sviluppo a livello societario e dirigenziale, ma forse proprio tutti questi cambiamenti hanno fatto sì che si perdessero di vista tante piccole cose dell’ordinario, che ora spetta a me sistemare. Il mio compito sarà dunque riportare tutto il processo di magazzino a regime. In questo senso, trovo sia importante avvicinare gli allenatori ai campi, che è il loro vero luogo di lavoro, e dividere meglio magazzino e lavanderia. Qui c’è tutto per farlo, a livello logistico e infrastrutturale qui siamo a livelli davvero alti, serve solo tanta buona volontà, ma quella non mi è mai mancata».

C’è un messaggio finale che vuole lasciare?

«Mi sono trovato subito in un ambiente molto collaborativo, accogliente e cordiale, è il massimo e ne sono davvero entusiasta. Mi piacerebbe riuscire ad essere ancora qui quando ci sarà la promozione e poter dire “Io c’ero”, sarebbe una cosa che mi renderebbe davvero ancora più orgoglioso».

 

intervista a cura di Matteo Martinelli

Marco Bertolini
ADMINISTRATOR
PROFILE

Altri articoli che ti potrebbero interessare