Romeo Galaverni e un amore che non tramonta mai

Romeo Galaverni e un amore che non tramonta mai

"Se fossi in Mike tratterei con Squinzi l'acquisto dello stadio"

Romeo Antonio Galaverni ha tanta saggezza quanto esperienza, frutto di una vita sportiva vissuta all’interno della Reggiana.
Che idea si è fatto di Mike Piazza?
“Come giocatore di baseball siamo tutti d’accordo che è stato un campione, come investitore mi sembra una persona cosa seria”.
Si è chiesto perché ha scelto la Reggiana?
“Bisogna fare una premessa: è stato una fortuna e diciamo che ha tolto dei pensieri agli amici Compagni e Medici. Ad onor del vero non avevano mai pensato che la Reggiana dovesse rimanere tutto sotto il loro controllo, diciamo che sono rimasti con il cerino in mano”.
Aspettavano che qualche imprenditore reggiano si affiancasse a loro. 
“Reggio ha risposto in termini di sponsorizzazioni”.
C’è una ragione?
“Le famiglie reggiani  che si possono permettere certi investimenti si sono concentrate su altre passioni:  abbiamo un museo  che in tanti ci invidiano oppure c’è chi ha pensato a ristrutturare palazzi o a dare sfogo alla passione per i cavalli”.
Mike Piazza invece?
“Per Mike si è trattato di un ritorno alla origini dato che suo padre era siciliano. Così come io sono tornato a Riccione, dove ho parte delle mie radici, allo stesso modo Piazza ha voluto ritornare in Italia e – ripeto – per fortuna ha scelto Reggio Emilia”.
Un approdo che ha generato entusiasmo.
“Vedo che si sono avvicinati molti sportivi, si può dire che la tifoseria, irritata da provvedimenti come la tessera del tifoso, è stata sdoganata. Oggi il Gruppo Vandelli e le Teste Quadre stanno svolgendo una grande opera per riavvicinare la gente allo stadio ma soprattutto un tifo non più di protesta ma una filosofia in linea con la società. L’avvento di Mike ha ulteriormente elevato l’entusiasmo e la fiducia nella Reggiana”.
Ora cosa si deve fare?
“Siamo sulla strada giusta e la manifestazione in piazza Prampolini è il giusto comportamento pre-campionato ma il tifoso, per definizione, è volubile. L’entusiasmo può ben presto trasformarsi in critica, ci vuole fortuna nei risultati e si sa che  la palla è rotonda per cui è bene non lasciarsi trascinare dall’emotività del momento”.
Quale consiglio si sentirebbe di dare a Piazza?
“Se fossi in Mike Piazza prenderei contatto con Squinzi e con la società che gestisce il Mapei Stadium. Gli consiglierei di avviare un discorso per una compartecipazione al 50% per il Città del Tricolore. Oggi il Mapei Group è padrone di un diritto, non di un immobile dato che al termine della convenzione tutta la struttura tornerà di proprietà dell’amministrazione comunale. Una mossa che potrebbe riavvicinare i tifosi alle istituzioni. Credo che una combinazione Reggiana/Piazza e Mapei/Sassuolo smorzerebbe ogni polemica per avviare un discorso futuro sulla gestione comune dello stadio”.
La Reggiana è anche concentrata sulla riqualificazione dei campi di via Agosti.
“E’ giusto perché le case si costruiscono dalle fondamenta e la vita di una società nasce dal settore giovanile e dalla sua organizzazione ma la tematica dello stadio deve essere messa sul tavolo dei lavori. Trovare un accordo con la società proprietaria dello stadio, è già un primo passo”.
E cosa ne pensa della squadra?
“Penso che sia stata costruita bene perché il ds Grammatica ha dato vita a una buona programmazione tecnica. Bisogna, però, considerare sempre un aspetto: il calcio è volubile e così i tifosi”.

Altri articoli che ti potrebbero interessare